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Tutorial di approfondimento: Lo scalo di costruzione sottosopra - parte prima
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Lo scalo di costruzione sottosopra - parte prima

Traduzione libera curata da Seacube del testo " Building on a Jig: Building Power Boat Hulls On A Jig" tratta dal sito bateau.com.
Testo revisionato il 12 ottobre 2005

Nota del traduttore: Prima di iniziare la costruzione assicuratevi di aver letto tutti i capitoli di questo tutorial e di quelli di approfondimento, di averli compresi e in caso di dubbio non esitate a contattarmi via email per chiarimenti.

Costruire una barca rovesciata su di uno scalo di costruzione è il metodo tradizionale descritto in tutti i libri che trattano di costruzione di barche, come ad esempio "Boat Building Manual" di Steward.

Bateau.com, per le sue barche in Stitch & Glue Composito, ha rielaborato il metodo semplificandolo notevolmente. Prima di illustrarlo desideriamo segnalare le differenze sostanziali tra il metodo tradizionale e quello di Bateau.com:

Nella costruzione tradizionale lo scalo definisce la forma dello scafo. Ogni elemento dello scalo deve essere costruito e posto in opera con estrema precisione, l’allineamento dev’essere millimetrico, pena la costruzione di una barca asimmetrica. Nella costruzione tradizionale la forma del fasciame è, infatti, data dallo scalo.

Nel metodo Bateau.com è il fasciame a dare la forma allo scafo, non lo scalo!
Lo scalo è un accessorio, non l'elemento principale, esiste per semplificare la costruzione. Le sezioni e la loro spaziatura non determinano la forma dello scafo.
Tutte le barche di Bateau.com posso essere costruite senza scalo ed, infatti, per le piccole barche, questa è la maniera in cui la maggior parte dei costruttori decide di realizzarle. Questo semplice metodo è chiamato "sharpie" ed è illustrato nei piani di costruzione del D4 e della Cheap Canoe (vedi sezione del sito "piani di costruzione GRATIS").
Per le barche più grandi usiamo consigliare lo scalo perché maneggiare grandi e talvolta pesanti pannelli di compensato senza un aiuto potrebbe rendere complicato l’assemblaggio.
In alcuni casi, come per molte barche a vela o per le carene dislocanti in genere, preferiamo consigliare lo scalo a culla (femmina). Per gli scafi a motore plananti preferiamo lo scalo sottosopra (maschio).
Su di uno scalo sottosopra il costruttore potrà rivestire il compensato con la fibra di vetro prima di passare a finire gli interni. Lo scafo sarà simmetrico e già robusto prima di rimuoverlo dallo scalo. Preferiamo partire con lo scafo sottosopra per essere certi che le ampie superfici della carena planante siano piane e filanti prima di rifinire lo scafo.
Lo scalo sottosopra di Bateau.com non richiede di essere costruito con accuratezza e precisione come nella costruzione tradizionale. L’unica cautela è che le sezioni siano montate alla quota ed all’altezza giusta. Per l’allineamento ci affidiamo agli incastri tra le sezioni ed i longheroni. Le sezioni dello scafo s’incastrano con i longheroni tramite dei tagli speculari, è come in un puzzle, è impossibile sbagliare. I disallineamenti sono corretti automaticamente dall’incastro degli elementi perpendicolari (longheroni) con quelli trasversali (sezioni).
Non sono necessari listelli lungo la linea di chiglia, niente serrette, niente fili a piombo o peggio fori per allineamenti con il raggio laser.

Progettato per una costruzione semplice:
Iniziamo a costruire la base dello scalo con due robuste tavole. Dovranno essere lunghe come la barca e di sezione appropriata: 50 x 200 mm è adatta a qualunque barca.

La distanza tra le tavole dello scalo dev’essere all’incirca quella della minima larghezza dello scafo alla linea di galleggiamento (sui piani troverete questo dettaglio). Quindi uniamo le due tavole longitudinali con dei traversini che mantengano paralleli ed alla giusta distanza le due lunghe tavole. Controllate che il telaio sia in squadra e ben stabile sul pavimento.

Nella maggior parte dei piani usiamo le sezioni di rinforzo come dime, non c’è alcuna ragione di sprecare del buon compensato per delle forme che probabilmente non riuseremo più, quindi usiamo le sezioni ed i longheroni che monteremo nella nostra barca come dime di forma.

Nelle note di costruzione troverete indicati termini come forme (mold), sezioni (frames), e paratie (bulkheads) pur riferendosi alla stessa cosa nella maggior parte dei casi.

Questi termini derivano dalla costruzione tradizionale. Nel metodo Bateau.com usiamo le paratie e le sezioni come dime, poi quando saranno installate nello scafo prenderanno il nome di paratie se lasciate intere o sezioni se si taglierà dalle stesse l’interno lasciando solo il perimetro.

In questo testo ci siamo riferiti sino ad ora a sezioni e non ha dime per semplificare il linguaggio supponendo che il termine sezione illustri meglio di qualunque altro gli elementi trasversali di una struttura che li incluse e che abbiamo invece chiamato scalo di costruzione.

Prima sezione:
Tagliamo la prima sezione nella dimensione prevista dai piani, con i tagli per l’incastro dei longheroni ma senza tagliare l’interno. Segnate le altre linee di taglio, sempre che ve ne siano di previste, e la linea di base centrale. Se non sapete come tagliare questa sezione leggete l’apposito tutorial, è facile.

Primo longherone:
Tagliamo un longherone con il taglio per l’incastro dello stesso nella prima sezione. In alcuni casi i longheroni sono fatti in due strati di compensato che vanno affiancate ed incollate con l’epossidica tra loro. L’altezza dei due strati è differente. Affiancate creano un "gradino" adatto a seguire la forma dello scafo. In questo caso (longherone in due strati) eseguire il taglio d’incastro per il primo longherone dopo avete messo insieme i due strati.

Le dimensioni dei longheroni sono sui piani, tagliare anche gli incastri per le sezioni.

Adesso provate a riunire il primo longherone con la prima sezione. Spingere il longherone nella sezione in corrispondenza dei i tagli d’incastro. Deve entrare agevolmente, ci dev’essere un "gioco" di ca. 3 mm. Nei piani vi sono le esatte misure dei tagli d’incastro, si noti al fatto che il progettista conta sullo spessore della lama per creare questo "gioco". Se nella prova d’assemblaggio si notasse che non c’è gioco ed è faticoso incastrare le due parti, allargate i tagli. Quando diciamo 3 millimetri intendiamo in totale, ovvero 1,5 mm. per lato. Lo scopo di questo test è quello di verificare che la larghezza dei tagli sia adatta, quindi quando adatta eseguire tutti gli altri tagli d’incastro. (Per tagliare correttamente gli incastri sia sui longheroni che sulle sezioni leggere l’apposito tutorial).

Parentesi: Il nostro metodo impiega il sistema delle coordinate cartesiane. In questo modo si semplificano gli aspetti tecnici, consideriamo che questa semplice geometria sia facilmente intuibile da chiunque.

Sui piani indichiamo tutte le misure della barca, le sezioni vengono posizionate sullo scalo rispetto ad un punto chiamato "origine". Questo punto e sempre sulla linea centrale dello scafo, usualmente sulla verticale dell’estremità della prua chiamata "tagliamare". Il tagliamare è dove il profilo della prua s’incrocia con la linea di galleggiamento. In rari casi l‘origine è all’altezza dell’estremità della prua o in altri punti. Verificate i vostri piani, li è indicato precisamente dove è collocata l’origine.
Misuriamo la lunghezza della barca sull’asse X, la larghezza lungo l’asse Y e l’altezza dello scafo e delle sue parti lungo l’asse Z.
Le quote ove posizionare le sezioni lungo la base dello scalo sono misurate dal punto di origine.
Le altezze cui collocare le sezioni sono misurate dalla " linea di base" il che implica che l’origine sia sulla linea di base. In molti casi potrete decidere che la linea di base sia a livello della base dello scalo. Questo fa in modo che le misurazioni siano più semplici ma considerate la possibilità di collocarla più in alto (30 – 50 cm) rispetto alla base dello scalo. Una linea più alta vi permetterà di evitare di dover strisciare sul pavimento per controllare le misure, questo metodo e quindi migliore per la vostra schiena: è ergonomicamente raccomandato. In altre parole anche se noi mostriamo la linea di base a livello della base dello scalo tenendola mezzo metro più alta sarà sufficiente sottrarre o aggiungere, a seconda del caso, mezzo metro dalle quote che sono indicate sui piani. Quest’operazione è chiamata "conversione delle coordinate", una parola grossa ma molto semplice da eseguire. Fine della parentesi.
Prendete la prima dima (sezione) e installatela sullo scalo alla giusta distanza dall’origine. Procedete un passo alla volta, prima trovate sui piani a che distanza dall’origine quella sezione va collocata.

Quindi misurate dall’origine che avrete segnato la distanza cui collocare la sezione e segnatela sullo scalo a destra ed a sinistra. Prestate attenzione a come disporrete la sezione, essa ha due facce è se l’origine è a prua dovrete disporre la faccia in corrispondenza del segno che avrete fatto: le sezioni hanno uno spessore e se allineate la faccia sbagliata della sezione avrete un errore uguale allo spessore della sezione stessa.
Centrare la linea di base della sezione (centro della stessa. NDR) con la linea di base della barca (l’asse X che parte dall’origine e attraversa per la lunghezza tutta la barca). A questo punto l’unica cosa che manca è l’altezza cui collocare la sezione.

L’altezza è la distanza tra la sezione e la linea di base dello scafo (asse X). Potrete decidere di misurare l’altezza dalla base della sezione, dalla linea del pavimento del pozzetto o da altri riferimenti sulla sezione. I piani indicano l’altezza da questi punti.

E’ probabile che abbiate bisogno di qualche "gamba" per elevare la sezione all’altezza giusta. Fissate una tavola da 50x100 al lato di destra e di sinistra dello scalo in corrispondenza dei segni d’allineamento della sezione. Quindi segnate l’altezza cui collocare la sezione su queste gambe. Ad esempio se dovrete collocare la base della sezione a 20 centimetri dalla linea di base dello scafo e la stessa corrisponde con la parte alta dello scalo, segnate 20 centimetri da quel punto su entrambe le gambe. Ponete la sezione su quei segni e fissate con dei morsetti le sezioni alle gambe, prestate attenzione a centrarla correttamente, quindi quando ben collocata avvitate con due viti provvisorie per ogni gamba la sezione stessa.

Il metodo descritto è semplice da comprendere ma non è molto pratico da attuare. Un metodo migliore consiste nel fissare le gambe alla sezione quando questa è ancora orizzontale sul pavimento avendo previsto a che larghezza fissare le gambe e quanto lunghe debbano essere per elevare alla giusta quota la sezione. Quindi allineate le gambe ai segni sullo scalo, fissate con dei morsetti ricontrollate le misure ed una volta certi avvitate con due viti ogni gamba allo scalo stesso.

Per installare le altre sezioni e i longheroni si raccomanda la sequenza che segue: prima un sezione nel centro, poi la poppa, quindi i longheroni e dopo le sezioni in mezzo. In questo modo è semplice procedere senza dover effettuare altre misurazione. Gli incastri sui longheroni faranno il lavoro di posizionamento delle altre sezioni sulla distanza dall’origine, centratura e altezza.

Installazione della poppa:
Prima di installare la poppa bisogna tagliare la sede del motore e installare alla stessa il rinforzo per il motore. Come di consueto si costruisce la sezione della poppa in orizzontale ma s’installa inclinata e non perpendicolare allo scalo.

I piani mostrano con che angolo e mostrano anche le gambe "triangolari" che automaticamente producono l’angolo giusto. La distanza dall’origine e l’altezza è indicata nei piani, come per tutte le sezioni.

Adesso installiamo i longheroni tra la poppa e la sezione. Con i longheroni e le sezioni bloccate tra loro l’allineamento è garantito.

Installare per primi i longheroni interni. In alcuni casi la poppa non prevede incastri per i longheroni, in questo caso usare dei morsetti temporanei. Misurate le diagonali come mostrato: la differenza tra le due non deve eccedere i 3 mm.

Aggiungete le sezioni partendo dalla poppa. Devono inserirsi negli incastri sui longheroni.

Le sezioni prodiere senza incastro nei longheroni possono essere ora aggiunte.

Una dima per la prua è opzionale. La prua con il giusto aspetto è creata automaticamente dal fasciame ma la dima aiuta il lavoro di piegatura e fissaggio dei pannelli. Una volta che tutte le sezioni sono in sede incastrate tra di loro con i longheroni non sono necessari rinforzi a squadra per le gambe ma se lo desiderate o lo ritenete necessario si possono installare. Nel disegno ne mostriamo uno orizzontale ed uno verticale. Metteteli o meno a vostra scelta.

RACCOMANDAZIONE IMPORTANTE!
Le sezioni, i longheroni e lo specchio di poppa vanno "incastrati" tra loro e fissati in maniera PROVVISORIA, NON definitiva. Queste parti infatti andranno smontate e rimontate una ad una nello scafo, formato dal SOLO fasciame, solo dopo che lo stesso sarà stato rinforzato con vetroresina sia internamente che esternamente.

Prima di passare all’assemblaggio dei pannelli, verificate che l’allineamento della carena nella parte posteriore della barca creata dai bordi delle sezioni e dei longheroni sia in piatta.

Osservando da poppa il lato delle sezioni che sarà poi a contato con il fasciame della carena, assicurarsi che sino a centro barca ci siano concavità o convessità, se ci si appoggia un listello rimarrà dritto. Qualora i longheroni sporgano da una sezione anche se la stessa è alla quota giusta usate una pialla per abbassare il longherone.

Montare i pannelli della carena e la parte più semplice. Tagliate i pannelli dalle dimensioni indicate nei piani, non dovrete misurare i disegni e calcolare scale, i piani indicano già le misure corretta. Poneteli sullo scalo di costruzione sottosopra che avete costruito, cuciteli con le fascette SENZA stringerle. NON cercate la forma esatta a questo stadio di lavorazione.

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