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Lo scalo di costruzione sottosopra - parte seconda
Traduzione libera curata da Seacube del testo " Building on a Jig: Building Power Boat Hulls On A Jig" tratta dal sito bateau.com Testo revisionato il 12/10/2005
Prima di iniziare con l’installazione dei pannelli del fasciame (azione che chiameremo fasciatura), si segnala che in questo documento diamo per scontato che abbiate familiarità con l’uso di resine epossidiche e con la fibra di vetro. Se non aveste questa familiarità Vi consigliamo la lettura degli appositi tutorial che troverete sul sito seacube.it. La sequenza delle lavorazioni elencate di seguito è quella di nostra preferenza, qualora lo desideraste potrete cambiare l’ordine secondo la vostra preferenza.
La fasciatura: Una volta che lo scalo di costruzione sottosopra è pronto tagliate dal compensato i panneli (fasciame) del fondo e delle fiancate dello scafo. Le dimensioni sui nostri piani sono molto accurate; non è necessario usare margini di sicurezza. Suggeriamo di iniziare a tagliare i pannelli del fasciame dell’opera viva (fondo). Tagliate i pannelli è uniteli con giunture di testa in resina epossidica e fibra di vetro (vedi apposito tutorial). Sui piani è indicato che tipo di fibra di vetro usare. |

La figura mostra due pannelli giuntati di testa uno con rinforzo in compensato l’altro in resina epossidica e fibra di vetro che noi suggeriamo di preferire.
Installare i pannelli di fasciame del fondo sullo stampo e uniteli con le fascette di nylon senza tenderle, le stringerete dopo.
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Se i vostri piani mostrano i pannelli delle fiancate sovrapposti (in due parti), leggete le note seguenti relative alla sovrapposizione prima di unire i due pannelli. Se le vostre fiancate sono in un pezzo solo scartate questa nota e quelle che seguiranno evidenziate in italico.
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Alcune barche di Bateau.com prevedono fiancate in un solo pezzo, altre (C17, C19, C21, …) in due pezzi. Questo da diversi vantaggi: maggior rigidità longitudinale; pannelli più piccoli e più facili da maneggiare; miglior uso e minor scarto di compensato ovvero meno fogli da comprare; il piccolo gradino tra i pannelli (style line) spezza la gran superficie della fiancata in due migliorando l’aspetto e semplificando il lavoro di levigatura finale della superficie; agisce inoltre come deflettore degli spruzzi.
Come detto, per creare i pannelli della lunghezza adeguata vanno giuntati di testa con resina epoxi e fibra di vetro su un’unica faccia dei pannelli. Durante la sovrapposizione bisogna prestare attenzione a come sono disposte le giunture dei pannelli: la faccia del compensato in cui si è laminata la fibra di vetro per rinforzare la giuntura di testa dei pannelli sarà rivolta verso l’interno per i pannelli bassi delle fiancate e verso l’esterno per quelli alti. Senza questa precauzione lo spessore determinato dalla fibra di vetro delle giunte potrebbe interferire con il lavoro si sovrapposizione.
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Per aggiungere il secondo pannello di fiancata (quello alto) prima si sistemano i pannelli senza incollare, quindi quando in posizione, si segna con una matita l’area in qui i pannelli sono sovrapposti. Poi si rimuove momentaneamente il pannello alto e si aggiunge resina epossidica addensata come collante sulla superficie di contatto segnata in precedenza e si reinstalla il pannello alto. Fine delle note specifiche per la sovrapposizione.
Quando installate i pannelli laterali ponete attenzione al loro allineamento longitudinale e alla posizione degli stessi. Il metodo prevede che i pannelli si possano muovere sullo stampo, questo permette di trovare la giusta posizione dei pannelli prima della piegatura degli stessi verso prua. Se allineamento longitudinale e posizione delle fiancate sono corretti, piegando i pannelli laterali verso prua, quando s’incontreranno tra loro formando la linea di prua, la parte del fasciame laterale che è contatto con i panneli del fondo non mostrerà scostamenti superiori a 5 – 6 mm nel punto della linea di prua in cui i pannelli del fondo finiscono ed iniziano quelli superiori.
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Se i pannelli della fiancate non sembrano adattarsi correttamente muoveteli avanti e indietro. Piccoli movimenti metteranno tutto in linea.
Usare meno viti possibile e non spingere i pannelli contro le sezioni se non assolutamente indispensabile. Idealmente non si dovrebbero usare viti ad eccezione che a poppa ed eventualmente a prua. Per unire il fasciame usare le fascette da elettricista.
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Per supportare il peso dei pannelli fare uso di morsetti a C tra i panelli stessi e le sezioni invece di avvitarli. Alcuni costruttori usano anche una cima intorno allo scafo per curvarli intorno allo stampo e tenerli in posizione. Approfondisci i dettagli di questa operazione leggendo l’apposito tutorial
Coprire esternamente lo scafo con fibra di vetro e resina epossidica (laminazione) : Una volta che lo scafo è assemblato tenuto insieme dalle fascette di nylon andremo a sostituire le fascette con pezzuole di fibra di vetro impregnate di resina epoxi o meglio incollando gli spigoli dei pannelli con la tecnica illustrata nel tutorial di approfondimento. Lo scopo è quello di fissare lo scafo il maniera più stabile e quindi poter rimuovere le fascette. Rimuovere anche le viti se sono state usate
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Una volta rimosse le fascette si rinforza l’unione dei pannelli coprendo tutta la lunghezza di ogni angolo dello scafo con nastro di vetro impregnato di epoxi.
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Quando l’incollaggio è completo copriremo tutto l’esterno con il numero di strati di stuoia di vetro e resina epossidica specificati dai piani. Per gli scafi con fasciame delle fiancate sovrapposto potremo coprire anche solo il pannello basso, la struttura è calcolata per rinunciare allo strato sul pannello superiore. Raccomandiamo di finire la copertura a contatto con lo spigolo formato dal pannello superiore. Si raccomanda di stuccare lo scafo a questo stadio di lavorazione, prima di installare appendici e deflettori di spruzzi (Spray rails). Le tecniche di stuccatura e levigazione sono descritte in un apposito tutorial.
A questo punto la maggior parte dei costruttori desidera installare le appendici e gli "spray rails", oltre a ciò consigliamo di installare anche i bottazzi (se interni SHEER CLAMP se esterni RUBRAIL) in quanto strutturali nei nostri progetti. Si tratta irrigidimenti longitudinali. Sono disposti lungo il bordo superiore della fiancata.
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I bottazzi aggiungono rigidità e proteggono i bordi durante il rovesciamento dello scafo. Un listello unico di Pino (FIR), larice o di douglas, si piega agevolmente lungo i bordi ma noi preferiamo laminare questa parte in più strati sottili sovrapposti degli stessi legni su indicati o di compensato. Un bottazzo laminato è molto più semplice da installare e più robusto. Per installare le appendici e gli spray rails alla carena incollarli con epossidica addensata come colla tenendoli in posizione con delle viti temporanee. Alcuni costruttori preferiscono avvitare le viti dall’interno, in ogni caso le viti andranno rimosse ed i buchi da esse lasciati completamente saturati con epossidica addensata.
A questo stadio si può già dare il "primer" per preparare lo scafo ad essere pitturato a lavoro finito.
Rovesciare lo scafo: Per girare lo scafo e passare a lavorare internamente si possono usare diversi metodi. In funzione della dimensione dello scafo si può semplicemente rovesciarlo appoggiandolo a dei copertoni da auto o usare un paranco anche se nella maggior parte dei casi basterà reclutare un giusto numero di amici che ci aiuteranno a rovesciare senza troppa fatica. Lo scalo ruoterà insieme allo scafo, fissarlo quindi legandolo allo scafo con una robusta cima. Se lo scafo non è eccessivamente pesante potrete sfilarlo dallo scalo sollevandolo e quindi rovesciarlo.
Una volta rovesciato lo scafo, ricordatevi di supportare adeguatamente lo scafo con un’invasatura o su dei copertoni d’auto.
RACCOMANDAZIONE IMPORTANTE! Ricordiamo che le sezioni, i longheroni e lo specchio di poppa dovranno essere smontate e rimontate una ad una nello scafo, formato dal SOLO fasciame, dopo che lo stesso sarà stato rinforzato con vetroresina sia internamente che esternamente. Per questo motivo quando preparate lo scalo NON incollate tra loro le sezioni, i longheroni e lo specchio di poppa.
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Laminare l’interno dello scafo:
Lo scafo è costruito in sandwich di vetroresina e compensato, quindi dopo avere laminato l’anima di compensato esternamente lo faremo anche internamente. Rimuovere lo scalo riponendo separatamente le sezioni e longheroni che riporremmo per la fase successiva. Preparate l’interno dello scafo livellando qualunque asperità dalla superficie (Colature di resina, schegge di legno, i rinforzi di vetro e resina della giuntura di testa dei pannelli) e pulendo molto bene con l’aspirapolvere. Rivestire l’interno dello scafo con stuoia di vetro impregnata di resina nel modo e con la sequenza illustrata dai piani.
Installare le sezioni ed i longheroni: Una volta laminato anche l’interno il guscio in sandwich è completo. Inizieremo quindi a reinstallare i longheroni e successivamente le sezioni. Se non fatto in precedenza è giunto il momento di tagliare l’interno delle sezioni, delle paratie come mostrato dai piani e praticare dei fori nelle sezioni e nei longheroni per il passaggio di impianto elettrico, di alimentazione del motore e della timoneria. Alcuni costruttori lasciano le sezioni in un unico pezzo, altri le tagliano a livello del pavimento del pozzetto per installare le parti superiori delle sezioni solo dopo l’installazione dei paioli. Questo rende più semplice montare il pavimento.
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Ad ogni modo si montano prima i longheroni e la sezione maestra, si procede come illustrato per lo scalo sottosopra, la struttura è auto-allineante. Importante: Siccome abbiamo laminato l’interno dello scafo, lo spessore dello stesso è aumentato. Dovremo quindi piallare gli angoli delle sezioni ed in alcuni casi anche i lati per fare in modo che tutto vada in sede senza difficoltà.
Gli "hard spot": Installando le sezioni ed i longheroni poniamo attenzione a come appoggiano sullo scafo: devono aderire per la maggior parte della superficie di contatto. Se una sezione appoggia solo in alcuni punti e non omogeneamente questi punti si chiamano "hard spot". Se ignorati la concentrazione di sforzi in questi punti creerà delle rotture nello scafo.
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Per evitare gli hard spot alcuni costruttori sollevano leggermente le sezioni ed i longheroni con pezzettini di legno o dei cunei onde fare in modo di poter riempire lo spazio tra scafo e sezioni con resina addensata prima per poi rinforzare l’unione con nastro di vetro e resina. Nella maggior parte dei casi non sarà necessario fare ciò. Prima di fissare le sezioni allo scafo verificate che le parti alte delle sezioni stesse siano tutte allo stesso livello in modo da poter avere un suolo del pozzetto perfettamente piano. Per verificarlo appoggiate sulle sezioni un listello longitudinalmente allo scafo (trasversalmente alle sezioni). Unite le sezioni e longheroni allo scafo con la tecnica del nastro in fibra di vetro impregnato di resina epoxi. Il suolo del pozzetto (paiolato) è generalmente incollato alle sezioni e unito con il nastro di vetro e resina allo scafo lungo il suo perimetro. Serbatoi ed impianti vanno installati prima di installare il paiolato.
Avete ora uno scafo monolitico in sandwich composito, decisamente più robusto, leggero e semplice da manutenere di uno scafo tradizionale in compensato marino.
Da questo punto si tratta solo di rifinire ed attrezzare la barca ed ognuna ha le sue specifiche, per andare oltre fate quindi riferimento ad i piani di costruzione ed alle note ad essi allegate.
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